Fighters from the Syrian Democratic Forces (SDF), participate in a military parade during the funeral of a fellow fighter, killed during a military mission, in the Kurdish-controlled city of Qamishly in northeastern Syria, on November 11, 2018. - The Kurdish-led force SDF, joint Arab-Kurdish units backed by the US-led anti-jihadist coalition said today that it was resuming its offensive against the Islamic State (IS) group in eastern Syria. They had announced a suspension to their operation on October 31 after Turkey shelled Kurdish militia posts in northern Syria. (Photo by Delil SOULEIMAN / AFP) (Photo credit should read DELIL SOULEIMAN/AFP/Getty Images)

L’Arci nazionale aderisce all’appello lanciato dall’UIKI, dalla Comunità Curda in Italia e dalla Rete Kurdistan.

Scenderemo anche noi in piazza il prossimo 1 novembre a Roma per chiedere il ritiro delle truppe dal nord est della Siria, l’intervento delle Nazioni Unite in qualità di garante internazionale con la definizione di una no-fly zone e la creazione di corridoi umanitari per i feriti nelle zone di conflitto.
Il popolo curdo non meritava il tradimento subito, merita invece l’attenzione e il sostegno dell’Occidente e delle istituzioni internazionali. Vogliamo esserci non solo a parole, ma con azioni concrete e partecipazione. Noi ci siamo e ci saremo, attraverso il sostegno alle vostre iniziative e, come sapete, attraverso una campagna di crowdfunding lanciata e promossa attraverso i nostri canali per gli aiuti alle migliaia di sfollati e vittime.

Insieme contro la guerra e al fianco del popolo curdo, per l’umanità e contro la barbarie.

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