Dove finisce la cautela ed inizia la speculazione?
Il Governatore Musumeci dovrebbe considerare con attenzione l’assoluto rispetto da parte delle organizzazioni umanitarie del provvedimento di quarantena disposto per la nave Ocean Viking, che si trova a Pozzallo. Nessuno, per evitare polemiche e strumentalizzazioni, ha detto una parola contro un provvedimento che è del tutto incongruo specialmente se confrontato alla modalità con cui è stato gestito tutto il resto del traffico marittimo, civile e commerciale. Non ha infatti praticamente alcun senso disporre la quarantena, perfino a bordo, per i passeggeri delle navi che hanno fatto operazioni di salvataggio, ma è pur giusto, in questo periodo, essere tolleranti verso le tante schizofrenie che provengono dalle istituzioni che si trovano a governare in un momento difficile.
Però oggi il Governatore va oltre e, di fronte all’indicazione di Messina come porto sicuro per la Sea-Watch 3, dichiara che sarebbe una “sfida al popolo siciliano pensare di fare sbarcare altri 194 migranti in Sicilia”. E prosegue “Una quarantena a bordo è indispensabile o, se le autorità ritengono che la nave non lo consenta, si interloquisca con le autorità competenti e si diriga in altri porti”.
Ci sono tutte le modalità del mondo per assicurare che lo sbarco di 194 persone avvenga in sicurezza e senza creare allarmi, ed è comunque molto meno problematico da un punto da un punto di vista del pericolo potenziale di moltissimi sbarchi di imbarcazioni civili che avvengono in queste ore. Musumeci dietro la maschera del “responsabile” veste oggi quella del populista e, quindi, si comporta di conseguenza e serve un assist a Salvini per prendere qualche like (già ha provveduto a fare il post), al costo di soffiare sul fuoco della preoccupazione della gente in un momento in cui anche la sola preoccupazione sta avendo un costo sociale altissimo.

Fausto Melluso, delegato regionale alle migrazioni di Arci Sicilia

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